I rifiuti, caro Sindaco, non hanno colore e chiedono solo una modesta locanda per non infastidire cittadini e ambiente!

 Al Signor Sindaco di Roma Capitale

 Prof. Ignazio Marino

Roma, 14 luglio 2014

 

Signor Sindaco,

dalla Sua conferenza stampa in Campidoglio apprendo che sta lavorando con i Suoi Uffici per “requisire gli impianti Cerroni”.

Non riesco a capacitarmi del perché da qualche tempo Lei non perda occasione di rilasciare le tante dichiarazioni negative sul lavoro sin qui fatto dal nostro Gruppo in materia di smaltimento dei rifiuti solidi della Città, e in particolare nei miei confronti, senza valutare l’entità del danno morale ed economico che, per la funzione che Lei ricopre (Sindaco di Roma), esse comportano soprattutto per il nostro Gruppo che opera nel settore dei rifiuti a livello internazionale da oltre 50 anni con apprezzamento e riconoscimento sia dalle parti istituzionali che da parte dei privati.

È veramente incomprensibile, almeno per me!

Lei dovrebbe sapere quello che abbiamo fatto per Roma. In ogni caso, ho avuto occasione di rappresentarglielo con il mio libro “Storia e cronaca a volo d’angelo sulla monnezza di Roma e del Lazio dal 1944 al 9 gennaio 2014. E non solo…” che ha avuto fin dallo scorso 9 maggio dove, tra l’altro, avrebbe potuto leggere che l’Amministrazione rossa nel 1978/79 aveva disdettato anticipatamente il contratto con le società private per acquisire i 4 impianti industriali di trattamento dei rifiuti per mandarli attraverso la gestione pubblica in tilt in poco tempo.

È da questo evento, come ho ricordato, che nasce la discarica di Malagrotta.

Lei sa bene che i nostri impianti industriali di Malagrotta e Rocca Cencia lavorano a pieno regime per ricevere, trattare e smaltire i rifiuti di Roma e che maestranze e dirigenza sono impegnati al massimo per il bene della Città.

E allora, a parte la circostanza che non ne sussisterebbero in alcun modo i titoli e i requisiti, sotto il profilo legale, operativo, produttivo e ambientale e sotto questi profili è evidente che dovremo attivare ogni forma di tutela opportuna Le domando: a che serve la requisizione?

Voi “pubblici” pensate di far meglio di noi “privati”. Per carità, Sindaco, dia uno sguardo ai numeri della gestione rifiuti del 1° semestre. Abbandoni questo insano pensiero. Le ricordo semplicemente che i rifiuti non hanno colore e che chiedono solo che, a sera, venga trovato loro un albergo o, quanto meno, una modesta locanda per non infastidire i cittadini e l’ambiente.

Ed è questo che le città di riferimento entrate nella polemica con Vespa hanno fatto: Berlino con l’inceneritore di Ruhleben, i due impianti TMB di Pankow e Reinickendorf e vari altri impianti di trattamento e riciclaggio a completamento, oltre alle discariche di servizio per gli scarti di lavorazione, scorie incluse; Monaco con l’inceneritore di Unterfohring, i vari impianti di riciclaggio e la discarica (Freimann) di Werner Heisenberg; San Pietroburgo con le discariche di Novoseikiy e Noviy Svet, oltre ai due impianti di trattamento e riciclaggio.

Finalmente, però, è con piacere che ho letto su un’agenzia le Sue dichiarazioni di sabato a Rai News 24: ha riconosciuto la necessità anche di una discarica di servizio. Complimenti. Ha impiegato solamente 18 mesi per prenderne atto. Come si dice, meglio tardi che mai.

Manlio Cerroni

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