Cronistoria di Roma Pulita

1960: inizia a Roma l’era del trattamento industriale dei rifiuti per recupero

 

Roma si appresta ad ospitare il grande evento delle Olimpiadi. Il Comune deve superare il sistema familiare e artigianale che dura dal dopoguerra. Bandisce un appalto-concorso per realizzare la raccolta ed il trasporto dei rifiuti con auto collettori e 4 impianti industriali di trattamento dei rifiuti finalizzati, così come voleva la legge 364/41, al recupero e all’utilizzazione dei materiali recuperati.

Quattro impianti, uno per ognuno dei quadranti in cui veniva divisa la città.

 

 

1964: 50 anni fa il 1° impianto

Con la SARR- Società agricola recupero residui- viene realizzato l’impianto industriale di Ponte Malnome in grado di smaltire 600 t/g. L’impianto è inaugurato dall’allora Sindaco Petrucci, da tutta Italia e dall’estero in particolare dal Giappone delegazioni arrivano in visita.

Lo racconta e testimonia anche il Cinegiornale LUCE del 29 ottobre 1964.

Viene prodotto un documentario industriale con la regia di Leandro Castellani e la voce di Riccardo Cucciolla, in 6 lingue, “ Vanno,si trasformano e tornano “, che fa il giro del mondo. A questo seguirà una seconda versione aggiornata prodotta nel 1976.

 

1967: il gioiello

Viene completato l’impianto di Rocca Cencia (quadrante sudest), gli impianti della SORAIN aggiornati con le tecnologie della SARR realizzano il top delle tecnologie per conseguire il riciclo assoluto dei rifiuti.

Viene prodotto un documentario industriale in 6 lingue “Vanno,si trasformano e tornano “ che fa il giro del mondo

 

1975: Nasce Malagrotta

Con l’ordinanza dell’Ufficiale sanitario Prof. Martelli apre Malagrotta per smaltire i rifiuti del Nuovo centro Carni di Roma. A quel tempo l’85% dei rifiuti italiani finisce in discarica. Ci sono solo 4 forni in tutta Italia.

 

1976: i riconoscimenti

L’enciclopedia Treccani a proposito dello smaltimento dei rifiuti a Roma parla di ”sistema particolarmente valido ai fini della conservazione delle risorse naturali”. Riconoscimenti e visite agli impianti di Roma arrivano da tutta Europa, dal Belgio a Mosca, dal Brasile al Giappone, dal Canada al Venezuela

 

 

1979: la fine della gestione privata.

Gli impianti (2 a Ponte Malnome e 2 a Rocca Cencia) diventano pubblici, nasce la Sogein. La gestione però funziona a singhiozzo

 

Anni 80: la fine della gestione pubblica e l’avvio di Malagrotta

Nel 1984 i 4 impianti di Roma rilevati dagli imprenditori privati nel settembre 1979 e gestiti dal pubblico (SOGEIN) vanno in tilt e chiusi.

A ottobre del 1984 nasce il Colari per smaltire i rifiuti a Malagrotta al posto degli impianti.

 

 

Anni 90′: Si al recupero per fare energia ma ”non nel mio orto”

Con la Giunta Badaloni e poi quella Storace si riapre il discorso impianti come vuole la nuova legge. Storace ha previsto che il Cdr (Combustibile da rifiuti), e non i rifiuti tal quali, venga bruciato nei forni per recuperare energia ed impattare meno sull’ambiente. Ma è previsto il consenso dei Comuni per decidere i siti dove realizzarli.
2002: il veto di Rifondazione

Con la giunta Veltroni al governo di Roma Rifondazione Comunista è assolutamente e ideologicamente contraria a realizzare inceneritori a Roma. I progetti per Castel Romano, Lunghezzina, Santa Palomba vengono bocciati

 
2008: Il gassificatore di Albano

Nasce consorzio COEMA, costituito da Acea ed Ama (67%) e Pontina Ambiente (33%) per realizzare connesso all’impianto TMB un gassificatore capace di trattare il CDR dell’AMA di Roma e di Albano. All’operazione è particolarmente interessata Acea, perché trattasi di energia da fonti rinnovabili. E si supera il veto ideologico all’inceneritore nel territorio di Roma con l’evoluzione tecnologica rappresentata dal gassificatore.

 

2009: un anno di previsione

In ottobre Colari presenta, con l’approssimarsi dell’esaurimento delle volumetrie di Malagrotta, richiesta di autorizzazione per una discarica alternativa di servizio, nei siti di: Quadro Alto(Riano), Pian dell’Olmo e Monti dell’Ortaccio. Gli impianti di Malagrotta (CO.LA.RI) e del Salario e di Rocca Cencia (AMA) non possono reggere il carico, necessita la discarica di servizio oltre ai gassifica tori.

 

 

2010: la quiete prima della tempesta

Sono in via di esaurimento le volumetrie di Malagrotta

 

Giugno 2011/ Aprile 2013 dalla crisi dell’immondizia agli interventi risolutivi

 

La comunità europea apre una procedura d’infrazione contro la discarica di Malagrotta contestando che i rifiuti non vengono trattati prima di essere stoccati a Malagrotta, che comunque ha le volumetrie in esaurimento.

Da settembre a dicembre 2011 sotto necessità e sollecitazione del prefetto Pecoraro e del Direttore Area Rifiuti della Regione Lazio, Dott.Marotta, vengono recuperati, lavorando giorno e notte, 1280.000mc di volumetrie indispensabili per far fronte alle necessità di Roma.

A dicembre viene definita la lista dei siti idonei. Corcolle sostituisce Allumiere. Scoppia il caso. Il Commissario prefetto Pecoraro si dimette, Sottile prenderà il suo posto.

Con il Commissario Prefettizio Pecoraro si è proceduto al primo e fondamentale intervento per scongiurare l’emergenza rifiuti a Roma con il recupero, come detto, di 1280.000mc di volumetrie.

Con il Commissario Prefettizio Sottile è stato dato ordine di far girare i 4 TMB di Roma (2 dell’AMA e 2 del COLARI) a pieno ritmo per lavorare circa 3000 ton/giorno di rifiuti per mandare in discarica solo i residui trattati, così come richiesto dall’Unione Europea.

Al Colari viene ordinato dal Commissario Sottile di far lavorare in emergenza anche la terza linea di riserva del TMB di Malagrotta2. Ma non basta. Rimangono ancora da trattare, sempre per corrispondere all’ingiunzione dell’Unione Europea, 1000 Ton/giorno.

Il Colari propone la realizzazione a Rocca Cencia di una stazione di trasferimento con annesso impianto di trito vagliatura che il Commissario autorizza con il consenso degli uffici locali ( Comune-Provincia-Regione ) e che viene realizzato a tempo di record ( 3 mesi ) cosicchè il 15 aprile 2013 tutti i rifiuti di Roma vengono trattati rispettando l’impegno assunto dal Ministro Clini con l’Unione Europea scongiurando l’applicazione delle sanzioni previste nella misura di 1 milione di euro al giorno.

E Roma dall’aprile 2013 adempie puntualmente alla normativa europea mentre ancora oggi circa il 40% dei rifiuti indifferenziati prodotti in Italia ( da Genova a Palermo ) continuano ad essere smaltiti in discarica tal quali.

Questi i fatti e le opere realizzate tempestivamente sono il frutto dell’attività del Gruppo Colari.

Ecco perché, nell’Atto Finale del libro, a pag. 147, abbiamo rivendicato erga omnes questo nostro indiscusso merito.

 

2014: un anno di indagini e sentenze

9 Gennaio:

Prende avvio l’indagine che porterà all’arresto di 7 persone nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti del Lazio. Tra queste, spiccano i nomi del proprietario dell’area della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni e dell’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti. Ventuno gli indagati, tra cui Piero Marrazzo.

 

30 aprile

Accordo Ama-Colari. Per superare la Nota Interdittiva del Prefetto di Roma, il Sindaco di Roma emette l’ordinanza autorizzativa all’uso degli impianti del COLARI per 3 mesi e il Prefetto Luigi De Sena farà da fiduciario per la gestione degli impianti di Malagrotta e Rocca Cencia nell’attesa della sentenza di merito del TAR sull’interdittiva.

 

21 maggio:

Scade l’ordinanza emessa dal Sindaco Marino che ha permesso all’Ama di continuare a utilizzare gli impianti di Malagrotta che viene rinnovata per 4 mesi.

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